Mons. Pier Giacomo Grampa

nato il 29.10.1936, ordinato vescovo il 25.01.2004, vescovo emerito della diocesi

Nato il 29 ottobre 1936 a Busto Arsizio (I). Ordinato sacerdote il 6 dicembre 1959 a Lugano. Eletto Vescovo di Lugano il 18 dicembre 2003, riceve l’Ordinazione episcopale nella Cattedrale di San Lorenzo in Lugano il 25 gennaio 2004 e nello stesso giorno prende possesso della Diocesi. Il 4 novembre 2011 presenta le dimissioni in ossequio alle disposizioni canoniche; rimane in carica fino al 7 dicembre 2013.

Residenza:
Istituto Sant’Angelo, Loverciano
6874 Castel San Pietro

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Lo stemma: Patiens in Adversis

La lettura dello stemma è alquanto laboriosa: lo scudo è diviso in quattro campi, sull'esempio dei precedenti vescovi luganesi. Nel primo e nel quarto campo sono ripresi i colori della diocesi (la graticola di san Lorenzo posta sui colori ticinesi invertiti). Le chiavi ricordano lo stemma di Ascona, comune di attinenza di mons. Grampa. Le chiavi e la conchiglia sono rispettivamente gli attributi dei santi Pietro e Giacomo, i nomi conferitgli nel Battesimo. Il cuore infiammato è stato scelto come simbolo della sollecitudine pastorale alimentata dalla fiamma dell'amore di Dio. Inoltre la fiamma è anche il simbolo del comune di Busto Arsizio, ove è nato. Nel centro dello scudo, è posto l'albero dello stemma dei Grampa rivisto alla luce del salmo 1,3 "Come albero piantato lungo il fiume, egli darà frutto a suo tempo...". Lo scudo è sormontato dalla croce dell'Ordine del Santo Sepolcro, del quale mons. Grampa è cappellano.

Il motto episcopale: Patiens in adversis apparve nel cartiglio di un imponente san Gregorio Magno, durante il restauro degli affreschi della chiesa edl Collegio Papio. Divenuto vescovo, mons. Grampa ha ripensato a quelle parole. L'espressione si trova in Cassiodoro ("Patiens in adversis, moderatus in prosperis") e in Beda il Venerabile ("Patiens in adversis").
Il grande Papa e dottore della chiesa Gregorio Magno, nella sua opera "Moralia in Job", scrive: "Ille vere est patiens qui et adversis atterritur et tamen ab spei suae rectitudine non curvatur" (è veramente paziente colui che schiacciato dalle avversità, tuttavia non devia dalla rettitudine della sua speranza). Analogo invito è presente in romani 12,12: "lieti nella speranza, pazienti nelle tribolazioni, perseveranti nella preghiera". E Giacomo nella sua lettera (1,4), ricorda che "la pazienza costruisce un'opera perfetta".

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