Lo Stemma

Non impedias musicam
Descrizione araldicaInquartato: nel 1° partito d’azzurro e di rosso, alla graticola di San Lorenzo ritta col manico volto all’insù d’oro, attraversante sul tutto; nel 2° d’argento, al libro delle Sacre Scritture aperto di rosso colle pagine cariche del simbolo dell’”Alfa e Omega” d’oro; nel 3° d’argento, all’arpa d’oro; nel 4° d’azzurro, alla fascia ondata d’argento, accompagnata in capo da un sole radioso d’oro.”
Ornamenti esterni: galero vescovile guarnito di due nappe da cui scendono lateralmente due cordoni, ognuno con tre ordini di nappe 1,2,3, il tutto in verde. Lo scudo è accollato da una croce processionale trifogliata d’oro. In punta il motto: NON IMPEDIAS MUSICAM.

Breve spiegazione

Il galero o cappello prelatizio con le dodici nappe o fiocchi (sei per parte), di colore verde, designa la dignità di Vescovo. La croce cui è accollato lo scudo designa parimenti l’ordine episcopale. All’interno dello scudo, Mons. Lazzeri ha rinunciato a riprendere il suo stemma di famiglia preferendo inserire alcuni elementi simbolici come l’arpa che ricorda il suo motto (“non impedias musicam”) e la Sacra Scrittura con le lettere alfa e omega (inizio e fine). Ritroviamo inoltre alcuni elementi che vogliono ricordare l’origine del Vescovo: il sole che rappresenta la Valle di Blenio (“la Valle del sole” appunto) e l’acqua che rappresenta il fiume Brenno. Lo stemma della Diocesi di Lugano composto dalla graticola di San Lorenzo (strumento del martirio del Santo Patrono della Diocesi) posta sui colori dello stemma del Cantone Ticino invertiti (a sinistra il blu e a destra il rosso) rappresenta invece il ministero e la giurisdizione affidatigli.